Intervenire sul mosaico per armonizzare

“Un disegno non è mai finito!”. Questo mi diceva il maestro delle elementari.

È vero! La quantità di dettagli e i particolari da curare sono tantissimi, per far sì che ciò che rappresentiamo sia il più possibile vicino all’immagine che ci siamo costruiti in testa e che vogliamo trasmettere.

Questo è vero anche per il mosaico artistico. Capita di dover correggere delle linee, un colore, perché durante la lavorazione si prende una consapevolezza diversa, o perché, vedendo l’opera, con un certo distacco, ci si rende conto che qualcosa può essere migliorato.

Certo, l’operazione è un po’ più difficile rispetto al disegno: la gomma non aiuta in questi casi. Occorre martello, scalpello e un po’ di forza bruta, perché la colla fra le tessere ha ormai fatto presa, le ha cementate tra di loro, ma la forza di volontà (unita a muscoli allenati) permette questo e altro.

E proprio il voler portare l’opera “Illusione” a quella che, secondo me, è la sua massima espressione, mi ha ha portato ad operare, a correggere.

C’era qualcosa che non mi tornava nell’armonia dei colori e così sono dovuto intervenire, rinunciando ad una parte importante dell’opera, il messaggio che la accompagnava. Giace ancora lì, sepolto da uno strato di intonaco giallo; ma era più importante ricalibrare l’organicità dell’opera.

E chissà, forse un giorno riemergerà… d’altronde, un disegno, o un mosaico, non è mai finito!

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