L’idea

L’occhio coglie, la mente rielabora e la mano abbozza.

L’importante è non perdere l’attimo! È così che inizio. Mi basta uno schizzo al volo, per non dimenticare (sai com’è, a volte la memoria fa cilecca). Un pezzo di carta strappato mi aiuta a fissare le ispirazioni (se ho il mio taccuino a portata di mano, ancora meglio; almeno quello non finisce in lavatrice!). Quando ho un po’ più di calma, di solito in casa, abbozzo anche i colori. Ma non c’è precisione, non serve.

I soggetti, invece, se non commissionati, sono pure necessità. Non seguo mode o correnti. Eseguo ciò che desidero, ciò che mi piace, ciò che mi stimola. Un ricordo, una veduta, uno sguardo fugace, una frase, una musica, uno stato d’animo.

Un giorno, mentre passeggiavo sul ciglio della strada, mi è passato di fianco un autobus. Dal finestrino, una ragazza con lo sguardo fisso e le cuffie per la musica alle orecchie. Mi sono chiesto: A cosa starà pensando? Da quale realtà starà fuggendo? Ecco come è nato “Illusione”.

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