Oltre la superficie

Il linguaggio musivo è essenziale fino all’astrazione. Questo è uno degli aspetti che più amo di questa forma d’espressione, perché io stesso sono una persona sintetica e diretta. Catturare l’essenza di un’emozione, di un racconto, di uno sguardo è la mia missione e per far questo ho bisogno di togliere tutti gli elementi di disturbo e di distrazione.

Nel mio lavoro cerco sempre di andare oltre la prima percezione, indago su quello che c’è oltre la prima impressione perché devo concedermi il tempo di contemplare il mondo in modo profondo. È qui che, spesso, trovo le risposte alle tante domande che mi pongo.

Per questo, lavoro per strati di materiali o giochi prospettici. A volte può essere il legno che fa trapelare un tramonto o un volto; a volte è il grezzo cemento che lascia intravedere uno spiraglio. Altre volte ancora è la prospettiva a portare lo sguardo verso un orizzonte lontano.

Spesso, andando oltre, scavando strato per strato, trovo nuovi campi di indagine, ed è questo il motore che mi spinge a continuare, perché sento che ogni strato è un gradino in più che faccio nel mio viaggio.

©2018 Privacy Policy