A volte, penso che ogni tessera sia una piccola scultura e, come uno scultore, il mosaicista deve conoscere bene la materia che usa. Il taglio della tessera nel mosaico artistico è fondamentale: dev’essere netto e preciso perché la tessera abbia la forma voluta e occupi lo spazio come voglio. Esiste tuttavia un equilibrio, uno scambio di forze, fra la mia volontà di dare una determinata forma e la volontà di ogni materiale di essere tagliato. Lavoro con smalti, marmi, pietre e oro e ognuno di essi ha delle peculiarità.

Ad esempio, i marmi si differenziano molto fra loro per compattezza e porosità: alcuni permettono la massima libertà, altri presentano delle imperfezioni, delle venature e quando vado a tagliare non posso non tenerne conto, perché la materia sembra si spacchi dove vuole lei.

Lì allora mi arrendo e assecondo la natura delle cose: è evidente che quella tessera debba assumere la forma che la natura le ha imposto. Non mi resta altro che valorizzare questa forma e inserirla come “variante sul tema”, per la mia texture musiva. È questo uno degli ingredienti, che danno ritmo alle mie composizioni.

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