Un giorno di aprile, mi arriva una mail abbastanza curiosa, da parte di un monaco benedettino che vive in cima ad una montagna, nel Lazio, in provincia di Rieti. Leggendola, scopro che la sua chiesa è decorata a mosaico e questa cosa già mi stuzzica. Inoltre, Padre Mariano Pappalardo, così si chiama, rivela di apprezzare particolarmente l’arte musiva e che avrebbe piacere di scambiare due chiacchiere con me, per parlare di futuri progetti artistici e collaborazioni.
Lì per lì rimango un po’ perplesso. La sera, parlandone con mia moglie, entrambi arriviamo alla stessa conclusione: andiamo a sentire che cos’ha di interessante da raccontarci! Ci documentiamo e scopriamo che la parrocchia di San Francesco al Terminillo, si trova a circa 490km da casa nostra e a più di 1600mt di altezza sul livello del mare. Padre Mariano si offre fin da subito di ospitarci nel loro cenobio per qualche giorno, quindi ci organizziamo e partiamo.

Arrivati nel tardo pomeriggio, padre Mariano ci accoglie con un caloroso abbraccio. È una piccola comunità: oltre a lui, ci sono altri due monaci, padre Luca e padre Pietro. La loro ospitalità si percepisce fin dai primi attimi. Ci sediamo davanti ad una tazza di tè caldo e dolcetti per presentarci e iniziare a conoscerci; in effetti, il nostro è a tutti gli effetti un incontro al buio! Per noi non è facile, non siamo esattamente abituati a parlare con uomini di chiesa, ma non c’è stato imbarazzo, ci hanno messo subito a nostro agio.

Riprese un po’ di energie dopo il lungo viaggio, padre Mariano ci porta finalmente a vedere il suo regno: la chiesa. Entriamo dalla porta laterale e ci si apre di lato questa enorme parete musiva! Che dire: siamo rimasti senza fiato!
L’imponenza e la maestosità ti spiazzano! Mi gira la testa, l’occhio deve avere il tempo di avventurarsi tra i 350 metri quadri di estensione. Poi, mentre padre Mariano ci racconta la storia di quest’opera, io inizio a soffermarmi sui dettagli, i passaggi cromatici, i punti di luce dati dall’oro e ne vengo subito catturato. Questo mosaico è stato realizzato nel 1975, dal maestro mosaicista friulano Domenico Colledani, che ha frequentato la mia stessa scuola a Spilimbergo, reinterpretando il bozzetto dell’artista Luigi Frappi. Aveva poco meno della mia età Colledani, quando ha portato a termine, con il suo team, quest’opera mastodontica. Un’opera che non ti aspetti all’interno di un luogo sacro. Rappresenta la Creazione, l’origine del mondo da un punto di vista scientifico: il tutto nasce da un’esplosione di luce!

Approfittiamo di queste giornate per esplorare anche i luoghi vicini, ricchi di fascino naturalistico e di storia. I panorami dell’Appennino riposano lo sguardo, i borghi in pietra custodiscono i loro misteri, assieme ai luoghi che conservano il ricordo di S.Francesco.
Passiamo splendidi momenti nella comunità di padre Mariano e ci troviamo spesso in grande sintonia parlando di arte, di storia e storie, pensando a progetti e sogni. Ci lasciamo con la promessa di realizzare qualcosa per l’estate, e così sarà. Ma non voglio svelarti ancora tutto: prossimamente arriveranno belle novità dal monte Terminillo.